DELIBERAZIONE 19

DELIBERAZIONE 19 LA FINE

Il 9 agosto 2016 per i grillini è una data storica, segna la fine della loro presunta e tanto sbandierata verginità politica e il ritorno per noi tutti alla Prima Repubblica, quella di Craxi, di Andreotti, del clientelismo e degli sprechi. Il 9 agosto è la data della Deliberazione di Giunta Capitolina numero 19, la prima di una lunga serie che, ancor prima di risolvere i problemi della Città Eterna, risolverà i problemi personali di una corte di personaggi che ruotano attorno ai 5 stelle romani. Nello scarno linguaggio burocratico, la deliberazione 19 tratta degli emolumenti di quattro personaggi assolutamente anonimi: il dott. Mazzilo Andrea, l’avvocato Santis Antonio, il sig. Belfiori Fabrizio e il dott. Romeo Salvatore, i quali collaboreranno direttamente con “l’onorevole Sindaca”.

La delibera è una pioggia di euro per i fortunati vincitori della lotteria 5 Stelle e, in particolare per il dott. Romeo Salvatore che vede il suo stipendio triplicato, da 40 mila euro a 120 mila euro. Il motivo descritto nella delibera è semplice, capacità professionali, specifica qualificazione professionale e culturale tenendo conto anche di servizio nella pubblica amministrazione.

Viene da chiedersi come abbia fatto Virginia Raggi, in cosi pochi giorni dal suo insediamento a rendersi conto che il dirigente capitolino era meritevole di un tale adeguamento del suo stipendio, tanto da affidargli perfino la responsabilità della sua segreteria. Se avete una certa età e vi ricordate di come funzionavano le cose ai tempi della Prima Repubblica la risposta non è difficile, si tratta di un funzionario del Comune di Roma che è anche un attivista grillino. Che tutto cambi perché nulla cambi, mai un libro ha cosi ben centrato l’italico spirito di questo nostro bel paese.

Deliberazione-Giunta-Capitolina-n-19-del-9-agosto-2016

Ma non è l’unica delibera dell’intensa giornata del 9 agosto, è solo l’inizio, la deliberazione numero 20 cambia la vita di un altro anonimo personaggio, Teodoro Maria Giuseppe Fulgione che vince addirittura un incarico da Portavoce che vale ben 103.225.66 euro lordi annui.

Chi è Teodoro Fulgione? Si tratta di un giornalista ANSA contrario al PD e vicino a Luigi Di Maio. Quando i grillini salirono sui tetti del Parlamento, era con loro. Fa parte di una faida interna al movimento  che vede contrapposti su un fronte Vito Crimi, la Lombardi e quando ancora era responsabile della comunicazione Claudio Messora e sull’altro fronte Luigi Di Maio. Se avete l’età per ricordarvi le correnti democristiane, avete un’idea di cosa sto parlando. Quando ci fu in aula il dibattito sul reddito di povertà Fulgione fu l’autore di una agenzia ANSA intitolata “Il PD contro il reddito minimo” che ribaltava completamente la realtà di quanto era accaduto in aula.

Lo stipendio di Fulgione è ritenuto dalla Giunta Capitolina un provvedimento di assoluta priorità per la città, tanto che la delibera si conclude con la frase: “Infine, la Giunta in considerazione dell’urgenza di provvedere, dichiara all’unanimità, immediatamente eseguibile la presente deliberazione a norma di legge”.

Roma non poteva attendere nemmeno un minuto di più. Solo per la cronaca, il 9 agosto Roma era in piena emergenza rifiuti tra topi e cinghiali che pascolavano per le strada della Capitale ma questi sono solo insignificanti dettagli ai quale si può tranquillamente rispondere: “Allora era meglio prima?”.

Nella deliberazione numero 21 sempre di quel fatidico 9 agosto che alla fine costerà a tutti i romani ben 1,2 milioni di euro, l’ingegner Eric Sanna, sempre per la solita “elevata qualificazione professionale e culturale”, vince a sua volta, vince un “trattamento economico annuo parametrato alla fascia massima della retribuzione di posizione dirigenziale”. L’ingegnere non costruirà nulla, ma sarà di supporto al Vice Sindaco.

Sempre nella stessa delibera e per le stesse identiche motivazioni anche l’avvocato Paolo Saolini vince emolumenti pari alla massima fascia dirigenziale, sempre per supportare il Vice Sindaco. Va meno bene alla dott.ssa Francesca Spatola che invece vince soltanto una categoria economica C1, pari a 21.075,33 euro più un omaggio di indennità di comparto di 549,60 euro e ci aggiungiamo pure una indennità di vacanza contrattuale di 19.454,15 euro, ma solo “in considerazione del titolo di studio posseduto, delle esperienze professionali ed in relazione all’impegno  del suddetto Uffico”. Insomma studiate che verrete premiati, prima o poi.

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Anche l’Assessore Bergamo ha necessità di collaboratori e quindi, sempre il 9 agosto è già pronta la delibera numero 22 che tanto è solo un copia incolla delle precedenti dove vengono cambiati solo i dati dei vincitori che in questo caso sono il Professor nonché Architetto Luca Montuori e il dott. Emiliano Paoletti i cui emolumenti come negli altri casi sono equiparati alla fascia massima perché come nel caso della pagliuzza e della trave nell’occhio, sono sempre solo e soltanto gli altri che non sono grillini a dover risparmiare sui costi della pubblica amministrazione e, la politica a costo zero, soltanto uno slogan con il quale alla prova dei fatti pulirsi le podaliche chiappe,facendo onore a quella ipocrisia tanto cara alla mai defunta Democrazia Cristiana.

La delibera numero 23, che nemmno a doverlo dire è sempre del 9 agosto, numero fortunato per eccellenza fa vincere un incarico alla dott.ssa Arcese Alessandra, al dott. Icono Giuseppe  e all’avvocato Scialdone Marco per collaborare con l’Assessore Marzano Flavia.

Inutile parlare della “specifica qualificazione professionale e culturale”, “nonché dell’esperienza maturata in precedenti incarichi professionali” anche se, come retribuzione siamo nei fanalini di coda. Fascia minima per i primi due e solo, si fa per dire 21.166.71 euro per l’avvocato.

Deliberazione-Giunta-Capitolina-n-23-del-9-agosto-2016

Il dott. Francesco Ciro ha invece una delibera tutta per se, la numero 24 che lo individua come collaboratore dell’Assessora Meleo. La delibera è il solito copia incolla delle precedenti, solo che qui si vincono 88.728,50 euro lordi all’anno.

Solo per dare alcuni riferimenti a chi avrà voluto leggere, il Presidente del Consiglio italiano ha uno stipendio di 114 mila euro, la Merkel di 216 mila euro, Obama di 366 mila euro, tanto per rendere l’idea di quanto ci possa costare lo staff di una città come Roma governata da un movimento che voleva togliere i vitalizi, dimezzare gli stipendi dei parlamentari, ridurre gli sprechi e secondo il quale la politica si poteva fare a costo zero.

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Le risposte a tutto questo da parte dei grillini sono già scontate: “e il PD allora?”, “era meglio prima?”, “lo sa i quanto guadagna tizio caio e sempronio?”, normale amministrazione e totale mancanza di fantasia. Per un grillino chiunque non la pensi come lui è un piddino e contraddirlo è solo una inutile perdita di tempo. A questo proposito mi sovviene alla memoria un colloquio tra Giolitti e Mussolini dove quest’ultimo faceva notare che anche i “giolittiani” mangiavano, nel senso lato che rubacchiavano, e Giolitti, pur ammettendo rispondeva “si, ma sanno stare a tavola” che può essere considerato l’antesignano di tutti i dialoghi grillini che siamo soliti leggere in rete

La Deliberazione 19 volenti o nolenti, è il punto finale di un sogno, almeno per chi ci ha creduto onestamente, un sogno che non si avvererà mai  perché dopo la deliberazione 24 ne verranno altre tutte solo e soltanto a spese dei cittadini, sia di quelli che hanno votato Virginia raggi, sia di quelli che non l’hanno votata che di quanti, i più, che se ne sono rimasti a casa con quella proverbiale indolenza tutta romana per cui è inutile affannarsi che tanto, “il più pulito c’ha la rogna”. Un detto popolare sul quale, alla luce dei fatti, è difficile non essere d’accordo.

Fin troppo ovvio che molti romani hanno creduto che un cambiamento fosse possibile con il Movimento 5 Stelle m del resto ci fu perfino chi pensò che Hitler avrebbe eliminato i disoccupati, invece eliminò gli ebrei.

 

 

 

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